Ambiente

Laghi sotto pressione | Costruendo LIndro

A vederli dall’alto non si direbbe. I laghi italiani sembrano luoghi da cartolina, eppure soffrono e alcuni sono addirittura in fin di vita. «Il problema dell’eutrofizzazione è comune alla gran parte dei bacini lacustri italiani – spiega Letizia Garibaldi, biologa, ricercatrice del Consiglio nazionale delle ricerche e dell’università di Milano Bicocca – uno dei casi più gravi è quello del lago d’Iseo: non ha adeguati sistemi di depurazione e quelli costruiti non sono mai entrati in funzione. Soffre inoltre di una grave forma di anossia nelle acque profonde, cioè manca l’ossigeno». E’ la presenza eccessiva di fosforo nelle acque a determinare l’iperproduzione di alghe, soprattutto nei medi e grandi bacini del Nord. La causa è la pressione antropica: la presenza dell’uomo che con gli scarichi aumenta la concentrazione di fosforo nelle acque. Il fenomeno è fin troppo evidente nei bacini lombardi: Iseo, Idro, i laghi mantovani, il lago di Varese e quello di Pusiano. Molti altri specchi d’acqua dolce devono vedersela con l’abbassamento dei livelli per siccità, che colpisce in particolare i laghi del centro Italia. Emergono poi i problemi legati agli eccessivi prelievi d’acqua per uso agricolo, la speculazione edilizia sulle coste – rilevante sul Garda – e il Continua >

Ambiente – LaStampa.it: “Salviamo tre boschi da cacciatori e cemento”

Nellanno delle foreste la festa del Wwf: queste aree sono il cuore del pianeta. Dal Bergamasco alla Puglia una mobilitazione per la biodiversità.

Sono tre e sono da difendere a qualsiasi costo. Sono la «bandiera verde» del Wwf che quest’anno ha scelto tre boschi da salvare in omaggio all’anno internazionale delle Foreste indetto dall’Onu, proprio mentre festeggia le Oasi. Le foreste, i boschi, sono alla base degli equilibri climatici ed ecologici del pianeta, oltre che del benessere dell’uomo, che sembra invece non accorgersene se non quando deve costruire una casa con una bella vista, o quando decide di dedicarsi alla caccia. Così «il Panda» ha deciso di scegliere tre realtà che stanno combattendo per conservare un patrimonio di biodiversità.

via Ambiente – LaStampa.it: “Salviamo tre boschi da cacciatori e cemento”.

Alghe rosse, emergenza per 4 laghi: eutrofici anche Nemi, Bracciano e Vico – Corriere Roma

Non c’è solo il lago di Albano ad essere sinistramente tinteggiato da quella fluorescenza che nasce dalla crescita abnorme delle alghe rosse, piante acquatiche che proliferano dove ci sono concentrazioni massicce di azoto, nitrati e fosfati. Nel Lazio l’allarmante fenomeno dell’eutrofizzazione – in sintesi: lo sviluppo incontrollato della mucillagine in ambiente insalubre – riguarda anche altri tre specchi lacustri: Nemi, Bracciano, Vico.

Le acque rese rosse dalle alghe nel lago inquinato di Albano (foto Faraglia) PIANO «ANTI-INQUINAMENTO» – Proprio a Vico la situazione appare più grave che altrove. A fine gennaio, pochi giorni prima che davanti alle rive di Roncigliano e Caprarola venissero nuovamente segnalati i tappeti di Plankthotrix rubescens – il nome scientifico della minuscola fogliolina che può rilasciare tossine dannose per la salute dell’uomo al punto da provocare anche tumori – la Provincia di Viterbo è corsa ai ripari nominando un «gruppo di progettazione», una task force che dovrebbe monitorare – è stata la richiesta specifica del presidente Marcello Meroi – «le cause dell’inquinamento del bacino e proporre soluzioni adeguate».

Il lago di Vico (Viterbo) UN GIALLO LE MASSE SOMMERSE – Che le acque del lago di Vico siano molto malate, lo hanno certificato ripetute analisi condotte dall’Arpa in cui Continua >

LA SITUAZIONE DEL SISTEMA FOGNARIO DI BRACCIANO: CAUSE E CONSEGUENZE TRA DEPURATORE E INQUINAMENTO DEL LAGO

(NewTuscia.it) – BRACCIANO – Un esposto presentato presso il Comune di Bracciano il 6 dicembre 2010 ha sollevato una serie di interrogativi sulla situazione del sistema fognario nel territorio circostante l’omonimo lago.

L’esposto è stato presentato dall’intestatario di un cantiere in via del Lago 12, contro i proprietari di quattro delle sei abitazioni presenti nel piccolo comprensorio; proprio gli stessi che precedentemente avevano segnalato all’Autorità giudiziaria irregolarità nel cantiere che, dopo accertamento dei fatti, veniva sottoposto a sequestro.

L’esposto ha evidenziato un problema reale: infatti, nella segnalazione si domanda se la case summenzionate, costruite circa  40 anni orsono, siano in regola con l’impianto di smaltimento delle acque nere (pubblica fognatura, subirrigazione, evapotraspirazione).

Noi ci chiediamo se il problema non sia più vasto e coinvolga altri edifici privi di allaccio alle fogne comunali e, quindi, al depuratore e quante di queste siano in regola con sistemi alternativi.

Sembra, infatti, che per molte delle abitazioni situate fuori dalla cinta urbana, ovvero in periferia, nelle zone agricole e nella fascia a valle della circumlacuale, non ci sia  la possibilità di allaccio, pertanto ogni proprietario dovrebbe disporre di una fossa “IMOF” o di un “evaporizzatore” regolarmente autorizzato.[...]

Né si può sottovalutare il problema dell’inquinamento delle acque che si riversano nel lago, Continua >